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domenica 3 aprile 2011
Musica: Sammy Hagar, ex Van Halen, racconta rapimento alieni - Il Sussidiario.net
Prey 2: indiani contro alieni, ancora una volta? - Tom's Hardware Guide
Prey 2 arriverà nel 2012 su PC, Playstation 3 e Xbox 360. Saranno gli Human Head Studios, gli sviluppatori del primo capitolo, a occuparsi di questo seguito. Prey uscì nel 2006 su PC e poi su Xbox 360 e Mac, grazie ai porting curati rispettivamente da Venom Games e Aspyr.
Nel 2009 i diritti sul titolo furono acquistati da Zenimax Media, strappandoli alla moribonda 3D Realms, e più in particolare dall'azienda parallela Radar Group.

Nonostante il motore id Tech 5 possa sembrare l'ideale per Prey 2 - il primo capitolo era basato su quello di Doom 3 - il sequel non lo sfrutterà. "Questo gioco è in lavorazione da un po' di tempo e l'id Tech 5 è ancora in sviluppo (fino all'uscita di Rage e probabilmente anche dopo). Quindi non è mai stato tra le opzioni".
Si vocifera che il gioco possa essere basato su una versione pesantemente modificata dell'id Tech 4, la precedente versione del motore creato da id Software, ma non ci sono conferme. Chi ha giocato al primo Prey si ricorderà sicuramente di Tommy, indiano Cherokee rapito dagli alieni nella sua riserva, insieme al nonno e alla fidanzata. Tommy potrebbe essere nuovamente protagonista, ma anche su questo dettaglio non c'è sicurezza.
Per ora non ci sono altre informazioni sul nuovo capitolo, ma il capo del progetto Chris Rhinehart ha dichiarato che si tratterà di un FPS con "un'azione veloce in un mondo alieno aperto. Siamo molto entusiasti di mostrare ai videogiocatori il titolo su cui stiamo lavorando e speriamo che saranno emozionati quanto noi".
Aggiornamento: la copertina di Game Informer sembrerebbe svelare il personaggio principale. Non sembra il protagonista indiano del primo episodio.
sabato 2 aprile 2011
Playstation Move Heroes - GameSurf
Altre prove prevedono la raccolta di oggetti, siano essi cristalli o gli onnipresenti alieni, mediante un disco o una palla che vanno lanciati e poi controllati nel loro movimento attraverso il Motion Controller. In queste prove ? necessario mimare il movimento necessario per lanciare l'oggetto, e in seguito orientarlo: di norma il limite ? il tempo a disposizione pi? che il rischio di essere sconfitti da cause esterne. Ogni prova ha tre obiettivi conseguibili - bronzo, oro e argento - ma altri segreti, come vestiti extra, sono nascosti qua e l? nei livelli, e per accedere alle prove pi? elevate bisogner? ottenere anche gli obiettivi “diamante”.
La realizzazione tecnica di PMH non mira certo a far gridare al miracolo, proponendo comunque ambienti, modelli e texture semplici ma puliti, ben animati e nel complesso gradevoli. Certamente il dettaglio aumenta nella cura dei protagonisti piuttosto che degli antagonisti, ma considerando che siamo certamente nel campo del cartonoso possiamo considerare il risultato finale soddisfacente. Discorso analogo per il sonoro, con musiche di sottofondo gradevoli che cambiano quando viene messa in campo qualche abilit? speciale, come il Discotron di Ratchet tanto per dirne una. Il gioco ? interamente doppiato in Italiano, con risultati sufficienti.
Recensione “La guerra dei mondi”, di Steven Spielberg (2005) - LiveCity.it
Dopo il racconto di H.G. Wells, la mitica versione radiofonica di Orson Welles, la trasposizione cinematografica di Bryon Haskin, arriva anche la mano di Spielberg a rielaborare questa storia di invasione aliena e di lotta alla sopravvivenza da parte degli esseri umani. Che Spielberg fosse un attento conoscitore e un ammiratore del film di Haskin era alquanto noto visto che per la creazione del suo mitico E.T. si è ispirato chiaramente all’alieno che compare per pochi minuti all’interno de “La guerra dei mondi” del 1953.
Sono molti gli elementi di differenza con la trasposizione cinematografica originale, anche perché sono passati più di 50 anni e nel mondo e nella società molte cose sono cambiate. Prima di tutto lo stato di disgregazione della famiglia, ma, forse soprattutto, l’11 settembre. Ed è su questi due elementi storico-sociali che si basa “La guerra dei mondi” del 2005, visto che spesso si fa riferimento ad attacchi terroristici e i protagonisti sono un padre e due figli che tentano in tutti i modi di restare uniti e di ritrovare una dimensione familiare, andata ormai perduta.
Il film di Spielberg, quindi, non è soltanto una pellicola fantascientifica, perché risulta contaminata da altri generi, prima di tutto il catastrofico, ma anche il road-movie, visto che i protagonisti compiono un lunghissimo e pericoloso viaggio per giungere alla tanto agognata unione familiare. Fortunatamente tutte le caratteristiche negative e le banalità di questi generi vengono eluse, mancano infatti eroismi da quattro soldi, presidenti che si sacrificano, salvataggi all’ultimo secondo. Il protagonista agisce solo per sé stesso e per i suoi figli, portando avanti una strenua e sofferta lotta alla sopravvivenza, compiendo anche atti poco ortodossi.
Quello che non si riesce ad evitare, però, è il retoricismo di fondo che accompagna il rapporto padre-figli, la stucchevolezza del finale buonista e riconciliatore a tutti i costi, l’inadeguatezza dei dialoghi e del microcosmo familiare su cui viene puntata la lente d’ingrandimento, a differenza della soddisfazione che si riceve quando il punto di vista si allarga a tutto il genere umano. Si potrebbe obiettare che sono caratteristiche tipiche del cinema spielberghiano, caratteristiche che lo rendono il sognatore-bambino che noi tutti amiamo, in grado di imbastire favole moderne capaci di coinvolgerci totalmente.
Il problema, in questo caso, è che la “favola” stona leggermente col contesto fatto di estrema e straordinaria spettacolarità, di grandi scene dal fortissimo impatto visivo (il treno infuocato, i cadaveri trascinati dal fiume, gli attacchi stessi degli alieni), di effetti speciali a non finire, di esplosioni, uccisioni e via di questo passo.
Alquanto debole anche la sequenza con Tim Robbins, ambientata in un sottoscala, estremamente dilatata e per certi versi telefonata. Ad entusiasmare maggiormente, così come avveniva nell’originale, è, invece, la messa in scena, la precisione con cui sono disegnati gli alieni (stavolta retti da tre piedi e quindi chiamati tripodi), la desolazione quasi post-apocalittica che si riversa su una Terra fatta di vermi messi al confronto con gli invasori.
Ed è proprio l’invasione, ancora una volta, al centro di tutto. Questa volta, però, non c’entra più il comunismo. La paura e il terrore del nemico sono ben rappresentate registicamente da Spielberg che, utilizzando sapientemente la macchina a mano, e focalizzando l’attenzione sui volti impauriti e sui corpi in fuga, ci restituisce il senso di una società ormai preda del pericolo di attacchi, conquiste, ritorsioni, in una sola parola, della guerra.
Alessandra Cavisi
venerdì 1 aprile 2011
Specie venute da lontano gli alieni che minacciano l'Italia - La Repubblica
Un esemplare di tartaruga azzannatrice
LE FOTO
A nulla è servita la "lezione zanzara tigre", che negli anni Novanta ha involontariamente espanso il proprio habitat dai Paesi tropicali all'Europa, viaggiando nell'acqua che stagnava nei copertoni stipati sulle navi. Per debellarla i Comuni spendono una fortuna ogni anno, ma finora l'unico strumento di prevenzione sembra essere il mix zampirone-citronella. L'ultima specie aliena approdata in Italia da Australia e Nuova Zelanda e pronta a indebolire ecosistemi e finanze locali, è l'infestante cozza australiana, avvistata
nel golfo di Sardegna, forse trasportata dalle navi da carico, in fase larvale. Capace di modificare l'habitat in cui vive e di attaccarsi a qualunque cosa (anche ai filari delle cozze nostrane, soffocandole), questa gramigna dei mari è quasi impossibile da eliminare.Il caso più eclatante è quello della nutria (myocastor coypus), il "castorino" sudamericano inserito nell'elenco delle 100 specie più dannose del mondo a causa della sua capacità di distruggere colture e argini di corsi d'acqua. Fino a qualche decina d'anni fa la sua pelliccia andava per la maggiore, poi la moda è cambiata e i roditori sono stati liberati nelle campagne per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Già nel 2000 le nutrie in Europa erano 250 milioni. Nel frattempo, i danni arrecati a sistemi idraulici e coltivazioni sono incalcolabili. Lo scoiattolo grigio nordamericano (sciurus carolinensis), portato in Italia nel 1948 da un diplomatico statunitense, più che all'uomo i problemi li crea ai propri simili, e in particolare al cugino rosso, destinato a soccombere in caso di convivenza forzata.
Gli alieni non finiscono qui. Il punteruolo rosso delle palme (rhynchophorus ferrugineus) è un coleottero parassita originario dell'Asia che negli ultimi anni ha distrutto 13 mila piante in Sicilia, infestato la Liguria e dal 2009 ha cominciato ad accanirsi anche contro le palme dei parchi della capitale. Il tarlo asiatico (anoplophora chinensis malasiaca), che a Chicago ha distrutto 50 mila alberi e in Cina 5 milioni, in Italia è arrivato grazie a un importatore di bonsai. E' particolarmente ghiotto di agrumi, quindi il rischio è che colpisca presto agli aranceti della Sicilia. Il giacinto d'acqua (eichornia crassipes) del Brasile, che in Sardegna ha soffocato fiumi e laghi, e la panace di mantegazzi (heracleum mantegazzianum), una pianta tossica del Caucaso che sta infestando la Valle d'Aosta, completano il quadro delle specie invasive a livello di flora.
"La miglior risposta a questi fenomeni è la prevenzione - spiega Piero Genovesi, biologo dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale - controllando il più possibile le fonti di trasporto involontario di specie e bloccando i traffici illegali. Il controllo biologico, basato sull'introduzione negli habitat di nemici naturali, spesso produce effetti contrari, basti pensare ai danni che ha fatto la volpe in Australia, introdotta per decimare i conigli e poi cacciata per aver eliminato 14 specie autoctone". Altra soluzione, secondo l'esperto, è quella di intervenire tempestivamente appena una specie aliena viene individuata, mettendo in atto lo stesso "early warning system" utilizzato per le catastrofi naturali. L'impatto di 250 milioni di nutrie sul territorio è del resto paragonabile a quello di un terremoto, diluito però nell'arco di 70 anni sul territorio europeo. Il roditore, prima cacciato per la pelliccia e poi per l'iperattività delle mandibole, ha l'unica colpa di essere incappato nell'uomo.
giovedì 31 marzo 2011
Missione: vendetta - Corriere della Fantascienza
Chi legge i romanzi di James Patterson sa che è un autore poliedrico: scrive non solo ottimi thriller, ma anche romanzi rosa, fantasy e di fantascienza. Famosa è la sua serie Maximum Ride pubblicata da Editrice Nord, la quale propone ora il romanzo Missione: vendetta (The Dangerous Days of Daniel X, 2008) primo volume della serie Daniel X. Questo romanzo è stato scritto con la collaborazione di Michael Ledwidge. Attualmente la serie Daniel X conta quattro volumi. Sono già stati venduti i diritti cinematografici del primo titolo. Il film è in lavorazione. Inoltre dalla serie è stato tratto un videogioco di successo.
Daniel X non ha altri nomi, non si sa se è umano, anzi si pensa che sia un alieno, ma vive sul nostro pianeta e possiede svariati poteri: con la mente può creare oggetti, animali e persone reali che interagiscono con le persone e l’ambiente circostante, ha supervelocità e super forza, può mutare la sua massa e rendersi piccolo come una coccinella e ha una memoria prodigiosa. Era sul nostro pianeta insieme ai genitori, cacciatori di alieni cattivi, perché qui si trovano, da secoli, moltissimi alieni. Aveva tre anni quando i suoi genitori vennero uccisi da un feroce alieno somigliante vagamente a una mantide. Lui riesce a salvarsi trasformandosi in una zecca.
Da quel momento sono passati dodici anni e ora si sente pronto per attuare la sua vendetta e andare a caccia di tutti gli alieni che sono indicati nella lista dei “cattivi” per la quale la Mantide aveva ucciso i suoi genitori. Dopo aver trovato e ucciso l’alieno che si trovava al 19° posto della lista, decide di andare a Los Angeles per uccidere l’alieno Ergent Seth, il numero sei della lista. Ergent sa che Daniel X è arrivato in città. E non si farà trovare impreparato.
Gli autori. James Patterson è uno dei più grandi fenomeni editoriali dei giorni nostri. È il creatore di personaggi famosissimi come il profiler Alex Cross, le “donne del club omicidi” e i ragazzi della serie di Maximum Ride (pubblicata da Nord). È l’autore più venduto al mondo, con centosessanta milioni di copie (più di due milioni in Italia): negli Stati Uniti, ogni quindici libri venduti, uno è firmato James Patterson, per un totale di sedici milioni di copie all’anno.
Michael Ledwidge è figlio di genitori irlandesi ed è nato e cresciuto nel Bronx. Si è laureato al Manhattan College, è sposato e ha due figli. Oltre a suoi romanzi, con James Patterson ha scritto anche la serie Michael Bennet.
La quarta di copertina. Daniel ha soltanto tre anni e non può sapere che i suoi genitori sono i Custodi della Lista, l’elenco dei criminali alieni più pericolosi che si nascondono sulla Terra. Però lo sa la Mantide, un essere malvagio e spietato che, per impadronirsi di quell’elenco, è disposto a tutto, anche a uccidere.
E a farlo sotto gli occhi di Daniel, che così assiste impotente alla morte del padre e della madre e si salva soltanto grazie ai suoi straordinari poteri.
Sono passati dodici anni da quel terribile giorno, ma Daniel non ha dimenticato. E ha deciso di usare i suoi poteri — la capacità di creare oggetti con la forza del pensiero e di spostarsi alla velocità della luce nonché di avere una forza eccezionale — per vendicarsi, eliminando tutti gli alieni fuorilegge inclusi nella Lista. Ormai sono rimasti solo sei nomi — i sei killer più letali -, e in cima c’è lui, il Numero Uno: la Mantide.
Daniel è l’unico che può trovarlo. È l’unico che può sconfiggerlo.
Daniel è l’unico che può salvare il mondo dalla catastrofe.
Ma Daniel è soltanto un ragazzo…
James Patterson — Michael Ledwidge, Missione: vendetta (The Dangerous Days of Daniel X, 2008)
Traduzione Carla Gaiba, Editrice Nord, collana Narrativa 416, pagg. 232, euro 14,90
Fine del mondo: terremoto a Roma, profezie Maya e ipotesi varie - DGmag.it
La catastrofe del Giappone ma anche i disordini in Africa stanno portando a galla i timori verso quella che è stata definita la fine del mondo e che secondo la popolazione Maya arriverà il 20 dicembre 2012 ma che secondo altri si sta già mostrando in tutta la sua forza; ma non sono stati solo i Maya a predire la fine del mondo che secondo alcuni sarebbe prevista per maggio 2011, tra due mesi scarsi.
Secondo profezie religiose basate sulla Bibbia il giorno del Giudizio universale dovrebbe essere il 21 maggio 2011 e secondo il sismologo faentino Raffaele Bendandi il giorno 11 maggio 2011 Roma dovrebbe essere scossa da un terremoto talmente potente da distruggere una delle sue istituzioni fondamentali: secondo chi segue queste idee, il terremoto di Roma sarebbe l'anticipo di ciò che accadrà il 21 maggio, giorno del Giudizio Universale.
C'è poi la famosa teoria dei Maya secondo cui il 20 dicembre 2012 (20/12/2012 per gli amanti della numerologia) terminerà il “lungo Computo” del calendario e quindi dal giorno successivo, in pieno solstizio d’inverno, il Sole si troveràò allineato con il centro della Via Lattea dopo 26.000 anni causando lo scontro tra un pianeta misterioso e la Terra.
E sempre per gli amanti delle profezie, sempre nel 2012 è previsto un aumento dell’attività solare, l'inversione dei due poli terrestri, l'eruzione del vulcano di Yellowstone e cambiamenti nel sistema solare che andranno a sconvolgere i già precari equilibri della Terra.
In realtà la scienza sostiene che nonostante si stiano verificando, e si verificheranno ancora, cambiamenti importanti a livello climatico e non solo sulla Terra, non è possibile stabilire a priori se davvero ci sarà quella che la credenza popolare chiama "fine del mondo" anche perchè se si analizzano per bene i documenti ritrovati si puo' dare un'interpretazione diversa del concetto di "fine" intendendo con questa parola il concetto di "rinnovamento" e "rinascita".
Insomma, se siete superstiziosi non fate piani per le vacanze estive del 2011 e se scampate questo pericolo non comprate i regali da mettere sotto l'albero nel 2012; se non lo siete o siete fatalisti, lasciatevi trasportare dalla corrente e state a vedere cosa succederà!
mercoledì 30 marzo 2011
21 Dicembre 2012 sarà la fine del mondo? - Gentemergente
21 dicembre 2012, molte profezie e leggende girono intorno a questa data e a parlarne non sono solo fanatici, ma è l’intero pianeta che ne parla, popoli antichi, religioni, internet, libri, film e giornali.

Perchè il 21 dicembre 2012? Proprio perchè in questa data termina il calendario Maya che dura 5125 anni, con inizio 3114 a.c e fine appunto 2012 d.c.
In ogni modo questo avvenimento divide l’umanita in 3 diversi punti di vista:
C’è chi schifato da questo mondo che l’uomo ha distrutto sia nella morale sia nell’ aspetto spera in un miracolo, perchè è ciò che serve per ridurre tutti i danni che l’uomo a provocato.C’è chi ha paura perche associa il 2012 a morte e distruzione e teme di perdere tutto.Ma c’è anche chi non ha paura perchè non crede a tutto ciò e tantomeno nei calendari Maya.In ogni caso come si dice…chi vivrà vedrà!
Articolo scritto da: Loga Livorno
In: Ambiente
Data: 4 marzo, 2011
1.223 Letture
( Fonte )
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martedì 29 marzo 2011
Una fortezza nel Messico in attesa dell'Apocalisse. Trentotto ... - SiciliaInformazioni.com
Il giorno dell’Apocalisse si sta avvicinando. Questo almeno secondo la profezia dei Maya che prevede la fine del mondo per il 2012. Il 21 dicembre infatti, sempre secondo i Maya dovrebbe verificarsi un cataclisma che porterebbe alla fine della vita sulla Terra. Così come le famose profezie di Nostradamus in molti (la maggior parte) non stanno dando adito a questa predizione considerandola una sciocchezza che si rivelerà fasulla come il millennium bug.
C’è chi invece ci crede talmente tanto da avere cambiato la propria vita in vista della fatidica data. Un gruppo di 38 famiglie italiane ha deciso di trasferirsi in Messico, nella pianura dello Yucatan, per costruire una mini fortezza che li proteggerà dall’apocalisse. I circa 70 italiani, che secondo alcune fonti locali, avrebbero preso la cittadinanza messicana, hanno aderito all’associazione “Quinta Essencia” e hanno costruito delle ville fortificate fortificate con porte e finestre anti-bomba, rifugi e tunnel sotterranei.
Las Aguilas (il rifugio delle aquile) sorge in un’area di 800 ettari nei pressi del villaggio di Xul, sui monti dello Yucatán, in piena foresta, e il suo nome nel linguaggio Maya significa “fine” o “finale”.
Gli italiani, che avrebbero trovato questo posto dopo un sogno fatto da una donna del loro gruppo, difficilmente si allontanano dal loro insediamento e passano le giornate a pregare nella loro fortezza composta da realizzato 24 edifici con pareti di 60 centimetri di spessore in materiali speciali in grado di sopportare cambiamenti di temperatura estremi, radiazioni, fuoco o inondazioni.
L’idea di costruire case blindate in vista della fine del mondo però non si limita a questo esempio. Pare, infatti, che una società di Pontedera realizzi bunker validi anche contro inondazioni, attacchi chimici e batteriologici e in vista del 2012 un migliaio di persone avrebbero già ordinato versioni personalizzate del carissimo rifugio anti Apocalisse.
© Riproduzione riservataNostradamus e fine del mondo: il 2038 sarà l'anno zero - DGmag.it
Se le profezie Maya rappresentano la base ideale di quanti credono che nel 2012 ci sarà la fine del mondo, anche Nostradamus ha parlato di avvenimenti drammatici che qualcuno ha iniziato a chiamare, a ragione o a torto, fine del mondo.
La maggior parte delle persone pensa che la profezia di Nostradamus sostenga che la fine del mondo si verificherà dopo l'elezione di un Papa nero ma in realtà Nostradamus parla di una fine del mondo che arriverà "quando Giorgio Dio crocifiggerà / e Marco lo risusciterà / e San Giovanni lo porterà...".
Ciò significa che secondo Nostradamus la fine del mondo avverà quando la Pasqua cadrà il 25 di aprile (San Marco), il Venerdì Santo cadrà il 23 aprile (San Giorgio) e il Corpus Domini cadrà di giugno: la prima data "utile" sarà l’anno 2038, data in cui dovrebbe finire tutto.
Nostradamus non cita una data specifica ma parla in astratto e lasciando ai posteri il compito di stimare data ed eventuale cadenza dell'evento ma ovviamente come tutte le profezie si tratta di un'ipotesi mai accertata nonostante le profezie di Nostradamus si siano verificate tutte o quasi.
Quindi se dopo il 21 dicembre sarete ancora vivi, mettetevi l'anima in pace: il prossimo anno a cui prestare attenzione sarà il 2038... giusto in tempo per organizzarsi!
lunedì 28 marzo 2011
IL TERREMOTO IN GIAPPONE E LE PROFEZIE SUL 2012 - Clandestinoweb
2012. Tra profezie e bufale - Libero News
Oppure l’ipotesi che la terra si fermerà per 72 ore, per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. La terra rimarrebbe provvisoriamente sprovvista dello “scudo” magnetico che la protegge dalla radiazione cosmica e solare. Sbagliato anche questo, semplicemente, le linee magnetiche di forza vicine alla superficie della Terra si intrecciano e si fanno più complicate, ma non scompaiono. Insomma c’è tantissima fantasia in queste strampalate teorie e nessuna base scientifica. Forse possiamo certamente perdonare alla civiltà Maya di aver attribuito a divinità soprannaturali i fenomeni fisici che altrimenti non avrebbero saputo spiegarsi. Ma secoli di progressi scientifici sono una base sufficiente per farsi contaminare da queste leggende solo per divertimento.
domenica 27 marzo 2011
Terremoto Roma a maggio: profezie sulla capitale e sulla fine del ... - CalcioA.it
Catastrofi su catastrofi fino ad arrivare al brutto tzunami e terremoto di magnitudo 8.9 che ha coinvolto recentemente il Giappone. Molte sono le ipotesi e le profezie che emergono in questo momento che allarmano i più superstiziosi e che non fanno dormire sonni tranquilli neanche ai fatalisti. Oltre all’ormai più che conosciuta profezia Maja che data la fine del mondo nel dicembre 2012, stanno emergendo anche altre profezie secondi cui la fine del mondo è datata maggio 2011, ovvero tra poco più di due mesi. Secondo i Maja il 21 dicembre 2012 terminerà il “lungo Computo” così il Sole si troverà allineato con il centro della Via Lattea causando lo scontro tra la Terra ed un pianeta sconosciuto. Invece secondo la Bibbia l’11 maggio 2011 Roma sarà travolta da un terremoto potentissimo che la raderà al suolo, e da qui ci saranno una serie di catastrofi fino ad arrivare al 21 maggio 2011 in cui ci sarà il Giudizio Universale. Quindi è come se la Bibbia ponesse Roma, centro del cattolicesimo, come anticipazione di tutte le catastrofi che avverranno. Per chi però non crede alle profezie ma cerca anche qualche dato scientifico, nel 2012 è previsto un aumento dell’attività solare, l’eruzione del vulcano Yellowstone, l’inversione tra Polo Nord e Polo Sud; tutti fenomeni che sconvolgeranno gli equilibri della Terra. Ma non ci si deve per forza far prendere dall’ansia e dalla paura: infatti la fine del mondo può essere intesa anche come rinnovamento e rinascita. Quindi nel 2011 o 2012, in base a quale profezia si crede, potrebbe essere solamente un anno in cui cambieranno molte cose, ma non per forza in senso negativo; anzi molto probabilmente, come si spera, non accadrà assolutamente nulla.
Sabrina Sinceri www.calcioa.it
sabato 26 marzo 2011
11 MAGGIO 2011: terremoto distruggerà ROMA. La psicosi-bufala si ... - Gossiplandia

E’ la psicosi del momento. Dopo il terribile terremoto in Giappone, si allarga a macchia d’olio la psicosi del terremoto in Italia. Secondo la profezia (che ha tutti i connotati di una bufala) di Raffaele Bendandi, l’11 maggio 2011 ci sarà un terribile terremoto che raderà al suolo l’intera città di Roma.
Ma chi è Raffaele Bendandi? Sul noto sito Wikipedia c’è una breve biografia dello studioso. Bendandi ha studiato i terremoti da autodidatta ed ha elaborato alcune previsioni che, fortunatamente, non sono mai state convalidate dalla comunità degli scienziati.
La psicosi del terremoto a Roma l’11 maggio 2011, si è diffusa tramite il noto social network facebook: secondo qualche gruppo, infatti, l’evento si verificherà per certo. Qualcuno si sta addirittura organizzando per sfuggire al tragico terremoto. Qualcuno, invece, l’ha presa con ironia e filosofia e sta organizzando pic nic all’aria aperta in quel di Villa Borghese per quella data!
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Puoi lasciare un commento. Pinging is currently not allowed.Roma: 'terremoto a maggio', la leggenda metropolitana corre sul ... - Libero-News.it
(Adnkronos) - ''Si arriva cosi' a parlare, magari in buona fede e senza secondi fini, di eventi nefasti in procinto di accadere salvo poi scoprire che si trattava di una 'bufala'. In altri casi -continua Toselli- la previsione apocalittica si sposta piu' avanti, mischiandosi con le pseudo profezie Maya che indicano la fine del mondo per il 21 dicembre del 2012''.
Un'altra leggenda, questa, basata sui calcoli dei calendari pre-colombiani, destinata a tenere la scena per i prossimi due anni e a suscitare apprensione in chi teme un 'Armageddon' prossimo venturo. Come hanno scoperto a proprie spese gli abitanti del paesino francese di Bugarach, localita' scelta chissa' perche' dalle leggende via web come unico posto che scamperebbe alla fine del mondo nel 2012 e quindi gia' oggi meta di pellegrinaggi da parte di migliaia di persone che cercano di sfuggire all'apocalisse.
Nel frattempo, c'e' chi si organizza su Facebook e, per evitare guai, propone ironicamente per la data fatidica del 12 maggio gite e picnic al parco di Villa Borghese o in altri luoghi della citta', evidentemente considerati sufficientemente aperti e privi di edifici per sfuggire alla furia del terremoto. Anche nei gruppi di discussione del social network c'e' chi ci ride su e chi invece manifesta la propria ''grande ansia'' con un inequivocabile 'aiutoooo!'. E in attesa di superare indenni la data infausta, il 'non e' vero ma ci credo' continua sul web e nelle chiacchiere della gente.
11/03/2011
venerdì 25 marzo 2011
Un sisma distruggerà Roma a maggio? La leggenda che gira sul web - TGCOM
11:41 - Si parte con l’Apocalisse del calendario Maya, si passa alle profezie della copertina di Sgt. Pepper and the Lonely Hearts Club Band dei Beatles, poi ci sono i messaggi satanici nei 33 giri dei Led Zeppelin e infine il sisma che cancellerà Roma dalle carte geografiche. Quest’ultima bufala metropolitana che vaga sul web dal 2009 è cinicamente tornata di moda dopo il terremoto che ha devastato il Giappone l’11 marzo scorso.Non c’è niente da fare, l’attrazione per l’occulto, la fine del mondo, l’autodistruzione e il complottismo sono tendenze cui non sappiamo rinunciare e proprio quando non c’è niente di meglio a cui pensare ecco spuntare gli Ufo nei deserti americani, i coccodrilli nelle fogne di New York, lo Yeti o le tendenze mistico-occulte del Codice da Vinci. Ma la distruzione di Roma con il terremoto che dovrebbe colpire l'11 maggio del 2011 da dove arriva?Che sia il sogno proibito di Dan Brown?
La storia arriva dal web, ma potrebbe avere radici ben più profonde. Il Nostradamus che ha messo in circolo questa voce si è ispirato ai lavori di un ricercatore di Faenza, tal Raffaele Bendani, l’uomo dei terremoti, il ricercatore di Faenza nato nel 1893 che mise a punto un metodo per la previsione dei sismi. Premettendo che Bendandi non ha mai previsto il sima in questione, intorno alla sua figura resta un’aurea mistica a metà tra scienza ed esoterismo. Se da un lato il suo lavoro ha ricevuto il plauso di molti scienziati, per la sua teoria c’è ancora molta strada da fare. Il metodo Beldandi per la previsione dei terremoti era basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti (insieme al Sole) sono la causa dei movimenti della crosta terrestre, che effettivamente rigonfia, deforma la superficie della Terra, con tempi e ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti. Nessuno però diede retta al faentino così, Beldandi predisse che il 2 gennaio 1924 si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. Il terremoto effettivamente si verificò, ma due giorni di ritardo. Ciononostante il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina, chiamandolo “Colui che prevede i terremoti”; la sua fama così crebbe anche a livello internazionale.
Lasciando perdere Beldandi, le possibilità che il sisma predetto possa realmente verificarsi sono pressoché nulla e a dirlo non è la sfera della Maga Circe e nemmeno il turbante del Divino Otelma, bensì il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della Sapienza di Roma. Che spiega che Il Comune di Roma non è certo un’area altamente sismica, tanto che non ci sono tracce storiche di terremoti devastanti con epicentro nella città: le uniche aree che possono essere interessate da fenomeni di questo genere sono i Colli Albani, a più di 20 km dalla capitale, e l’Appennino abruzzese, a oltre 100 km di distanza.
Ma soprattutto, ad oggi, non ci sono strumenti per poter fare previsioni sui terremoti. Ai catastrofisti non rimane che aspettare la prossima riproduzione cinematografica sul “Big One” che prima o poi si abbatterà sulla California.
IL TERREMOTO IN GIAPPONE E LE PROFEZIE SUL 2012 - Clandestinoweb
giovedì 24 marzo 2011
2012. Tra profezie e bufale - Libero News
Oppure l’ipotesi che la terra si fermerà per 72 ore, per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. La terra rimarrebbe provvisoriamente sprovvista dello “scudo” magnetico che la protegge dalla radiazione cosmica e solare. Sbagliato anche questo, semplicemente, le linee magnetiche di forza vicine alla superficie della Terra si intrecciano e si fanno più complicate, ma non scompaiono. Insomma c’è tantissima fantasia in queste strampalate teorie e nessuna base scientifica. Forse possiamo certamente perdonare alla civiltà Maya di aver attribuito a divinità soprannaturali i fenomeni fisici che altrimenti non avrebbero saputo spiegarsi. Ma secoli di progressi scientifici sono una base sufficiente per farsi contaminare da queste leggende solo per divertimento.
mercoledì 23 marzo 2011
LA BUFALA DEL TERREMOTO A ROMA - Clandestinoweb
Terremoto su Roma: Ansia per Maggio, bufala o realtà? - Vado a incipriarmi il naso
Si torna a parlare dell’11 maggio 2011 e del terremoto che sconvolgerà Roma. E’ nel 2009 che la notizia fa il giro del web ne non solo. La previsione viene ritrovata tra i manoscritti di Raffaele Bendandi astronomo e sismologo, scienziato fai da te, senza laurea, morto nel 1979. La notizia è infondata dicono i giornali , ma da quache giorno, il web impazzisce e la profezia ritorna. Lui è “l’uomo che prevede i terremoti”. Il Corriere della Sera lo chiama così, il giorno dopo il terremoto di Senigallia del 2 gennaio 1924. Raffaele lo aveva previsto, così come quello della Marsica, annotando tempo prima su un foglietto di appunti la data e il luogo,quello del Friuli del 1976, ma nessuno gli crede.Raffaele Bendani muore in circostanze misteriose il 3 novembre 1979. Persino Voyager se ne occupa sul finire del 2009 e Paola Lagorio viene intervistata in trasmissione sdrammatizzando: «Nei documenti relativi al 2011 non si trova nessun riferimento a luoghi o date precise, come quelle riportate su Internet. Le notizie su un presunto terremoto previsto per l’11 maggio 2011 a Roma sono destituite di ogni fondamento… e poi Bendandi non poteva fare previsioni a così lungo termine…”. Per 2 anni non s ene parla più, poi la notizia torna, si diffonde e accade anche di più. Nelle vie del centro di Ciampino vengono affissi alcuni volantini, a firma della Protezione Civile, che sostengono di prevedere un apocalittico terremoto per il giorno 11 maggio 2011. Si invita la cittadinanza a dormire due giorni prima e due, tre giorni dopo la data prevista all’esterno delle proprie abitazioni.La protezione civile di Ciampino, però, disconosce la segnalazione. Il sisma che dovrebbe colpire Roma si aggirerebbe intorno all’11° della scala Mercalli, devastante, distruttivo che raderebbe Roma e parte dell’Italia centrale al suolo. State “tremando”?